GiveMeTap è una piattaforma che unisce sostenibilità ambientale e responsabilità sociale, con l’obiettivo di ridurre l’utilizzo di bottiglie di plastica monouso e, allo stesso tempo, facilitare l’accesso all’acqua potabile per le comunità che ne hanno più bisogno. Il funzionamento è semplice ma efficace: attraverso una rete di esercizi commerciali aderenti, le persone possono riempire gratuitamente la propria bottiglia d’acqua riutilizzabile. Per ogni bottiglia venduta, una parte del ricavato viene destinata a progetti per l’accesso all’acqua potabile, con particolare attenzione alle zone dell’Africa sub-sahariana. In questa regione, ogni ora circa 115 persone muoiono a causa di malattie legate a scarsa igiene, contaminazione dell’acqua e mancanza di servizi sanitari adeguati. GiveMeTap si distingue per la capacità di integrare consapevolezza ambientale e impegno umanitario. L’iniziativa è nata grazie a una campagna di crowdfunding lanciata sulla piattaforma The UpEffect (theupeffect.com), che ha permesso di raccogliere i fondi iniziali per avviare il progetto e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’accesso universale all’acqua pulita. Oggi il modello di finanziamento si basa principalmente sulla vendita delle bottiglie riutilizzabili, ma è sostenuto anche da donazioni e partnership con aziende, che contribuiscono a mantenere e ampliare la rete di punti di ricarica disponibili. La forza di GiveMeTap risiede nella semplicità della sua idea: ogni gesto quotidiano, come acquistare una bottiglia, può contribuire in modo concreto a cambiare la vita di intere comunità. Allo stesso tempo, il progetto promuove una cultura del riutilizzo e della riduzione dei rifiuti plastici, con un impatto positivo sull’ambiente. GiveMeTap rappresenta un esempio virtuoso di impresa sociale sostenibile, capace di generare valore per le persone e per il pianeta attraverso un modello economico circolare, trasparente e partecipativo.
Per saperne di piùIl nome del marchio (Love for mud) riflette chiaramente il loro scopo e ciò che rappresentano. MudLOVE è un’azienda artigianale con una missione ben definita: fare del bene attraverso la creatività. Fin dalla sua nascita, il progetto è stato guidato da un obiettivo collettivo: interrompere i cicli di povertà, sofferenza e difficoltà con gesti d’amore e bellezza consapevole. Il team di MudLOVE lavora unito, mettendo a frutto ciò che ha — argilla e mani creative — per generare un impatto positivo. Ogni prodotto è realizzato a mano, con cura e intenzionalità, diventando simbolo di speranza e cambiamento. Alla base della filosofia aziendale c’è la convinzione che ogni persona possa contribuire a migliorare il mondo, partendo da ciò che ha a disposizione. Oltre alla produzione artigianale, MudLOVE si impegna attivamente nel sociale: attraverso una partnership con Water for Good, sostiene progetti di accesso sostenibile all’acqua potabile in diverse aree dell’Africa. Le donazioni contribuiscono a migliorare condizioni igienico-sanitarie fondamentali per la salute e la dignità delle comunità locali. Ogni acquisto, quindi, ha un significato concreto: trasformare vite e costruire un futuro più giusto. Il potere delle storie Al centro della comunicazione di MudLOVE c’è il racconto. Nella sezione “Story”, il brand invita i propri clienti a condividere le loro esperienze con i prodotti MudLOVE, dando vita a una rete di testimonianze autentiche e ispiratrici. I braccialetti diventano così icone di amore, solidarietà e buoni propositi, espressioni tangibili dei valori di chi li indossa. MudLOVE si distingue come un esempio di impresa con una causa, in grado di unire artigianato, impatto sociale e narrazione coinvolgente. In un mondo dove cresce il desiderio di contribuire al bene comune, aziende come MudLOVE dimostrano quanto sia importante essere responsabili, autentici e orientati al cambiamento positivo.
Per saperne di piùBRAC (precedentemente Bangladesh Rural Advancement Committee) è considerato uno degli esempi più significativi e riusciti di imprenditoria sociale a livello mondiale, con l’obiettivo di ridurre la povertà ed emancipare le comunità più vulnerabili. Fondata nel 1972 in Bangladesh, l’organizzazione è cresciuta fino a diventare una delle ONG più grandi al mondo, operando in numerosi settori chiave tra cui microfinanza, istruzione, salute, diritti sociali e giustizia. Alla base della strategia di BRAC vi è un modello centrato sulle comunità locali. L’organizzazione coinvolge direttamente le popolazioni beneficiarie nella definizione dei bisogni e nella progettazione degli interventi, promuovendo un forte senso di partecipazione e appartenenza. Questa impostazione dal basso garantisce che le iniziative siano culturalmente appropriate e davvero rilevanti per i contesti in cui vengono implementate. Un esempio emblematico è rappresentato dal programma di microfinanza, che offre piccoli prestiti a persone emarginate, con un’attenzione particolare alle donne. Questo accesso al credito consente loro di avviare o ampliare attività economiche, migliorando il reddito familiare e rafforzando la resilienza economica. In questo modo, BRAC contribuisce non solo all’uguaglianza di genere, ma anche allo sviluppo economico comunitario. Nel campo dell’istruzione, BRAC si impegna a colmare il divario educativo, in particolare nelle aree rurali del Bangladesh. Ha creato un vasto network di scuole non formali rivolte a bambini e bambine fuori dal sistema scolastico. Queste scuole utilizzano educatori locali e metodologie didattiche culturalmente sensibili, in grado di coinvolgere efficacemente gli studenti. I programmi educativi di BRAC non si limitano alle competenze accademiche, ma includono anche abilità di vita e formazione professionale, contribuendo ad aumentare i tassi di iscrizione e di permanenza scolastica, e offrendo agli studenti strumenti concreti per affrontare le sfide del futuro. L’attenzione di BRAC alla salute si traduce in interventi completi per il benessere di madri, bambini e intere comunità. L’organizzazione implementa programmi di assistenza sanitaria materno-infantile, nutrizione e prevenzione delle malattie, utilizzando una rete capillare di operatori sanitari comunitari. Essendo spesso membri della stessa comunità, questi professionisti riescono a garantire un accesso efficace e culturalmente adeguato ai servizi, con impatti misurabili come la riduzione della mortalità infantile e il miglioramento della salute materna. Uno degli elementi distintivi di BRAC è la sua capacità di scalare e adattare i propri programmi in contesti diversi. Attraverso collaborazioni con governi, ONG e settore privato, BRAC ha esteso la propria presenza in numerosi paesi in Asia e Africa, dimostrando la flessibilità e replicabilità del suo approccio. Il modello BRAC si adatta alle specificità culturali e socio-economiche locali, mantenendo al tempo stesso coerenza nella visione e negli obiettivi Lezioni chiave apprese dal modello BRAC: • Coinvolgimento della comunità: La partecipazione attiva delle popolazioni locali aumenta l’efficacia e la sostenibilità dei progetti. • Approccio integrato: Intervenire simultaneamente su istruzione, salute ed empowerment economico amplifica l’impatto sociale. • Scalabilità e adattabilità: Programmi flessibili e replicabili permettono di espandere l’impatto in contesti differenti. • Focus sulle donne: L’emancipazione femminile è una leva fondamentale per promuovere sviluppo, equità e benessere comunitario. BRAC rappresenta un benchmark a livello globale per l’imprenditoria sociale, dimostrando come soluzioni innovative e radicate nei territori possano affrontare sfide sistemiche e generare cambiamenti sostenibili. In un mondo in continua evoluzione, BRAC offre una visione concreta e replicabile per creare impatto sociale su larga scala, con il coinvolgimento attivo delle comunità e un’attenzione particolare all’inclusione e alla resilienza.
Per saperne di piùFondata nel 1983 in Bangladesh dal Premio Nobel per la Pace Muhammad Yunus, Grameen Bank è uno dei più celebri esempi di imprenditoria sociale ad alto impatto. L’istituto ha rivoluzionato il mondo della finanza introducendo il concetto di microcredito, offrendo piccoli prestiti a persone in condizioni di povertà estrema, in particolare donne, escluse dai tradizionali sistemi bancari. Alla base del modello di Grameen Bank c’è una visione chiara: l’inclusione finanziaria come leva per il cambiamento sociale ed economico. Il sistema si basa sull'erogazione di micro-prestiti senza garanzie, puntando sulla fiducia e sul supporto reciproco tra i beneficiari, organizzati in gruppi solidali. Questo approccio innovativo ha dimostrato una straordinaria efficacia, con un tasso di rimborso che supera il 98%. Il successo di Grameen Bank ha superato i confini del Bangladesh, diventando un punto di riferimento globale per iniziative di microfinanza. Il modello ha ispirato centinaia di progetti simili in tutto il mondo, dimostrando che è possibile coniugare sostenibilità economica e impatto sociale. Grameen Bank ha creato un ecosistema finanziario autosufficiente in cui i beneficiari diventano protagonisti del proprio sviluppo: avviano piccole attività imprenditoriali, migliorano le condizioni familiari, aumentano l’accesso all’istruzione e rafforzano la propria indipendenza economica — in particolare le donne, da sempre al centro dell’approccio della banca. Elementi chiave della best practice: Missione sociale chiara: Grameen Bank nasce con l’obiettivo di combattere la povertà e promuovere l’emancipazione economica delle fasce più svantaggiate. Modello finanziario innovativo: Il microcredito, basato su relazioni di fiducia anziché garanzie materiali, si differenzia radicalmente dal sistema bancario tradizionale. Coinvolgimento della comunità: I gruppi di mutuo supporto e la partecipazione collettiva rafforzano il senso di responsabilità e il successo dei progetti finanziati. Impatto Ad oggi, Grameen Bank ha erogato miliardi di dollari in microprestiti, raggiungendo milioni di beneficiari, in gran parte donne. I risultati ottenuti includono il miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie, l’aumento della frequenza scolastica, migliori condizioni sanitarie e una maggiore autonomia finanziaria femminile.
Per saperne di piùLanciata dalla Commissione Europea nel 2018, l’iniziativa ESER – European Social Economy Regions è un progetto di punta pensato per rafforzare la collaborazione, l’innovazione e la governance nel campo dell’economia d’impatto in tutta l’Unione Europea. ESER si propone come piattaforma di connessione tra attori regionali e locali, promuovendo la diffusione dell’economia sociale e l’allineamento delle iniziative con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’UE. L’iniziativa riunisce una rete ampia e diversificata di stakeholder — tra cui autorità regionali, imprese sociali, cooperative, ONG e istituzioni pubbliche — con l’obiettivo di creare sinergie tra politiche e pratiche territoriali. Attraverso workshop, eventi di networking e conferenze regionali, ESER mette a disposizione strumenti di governance e risorse per sostenere e ampliare le attività delle organizzazioni a impatto sociale. Inoltre, l’iniziativa contribuisce allo sviluppo di politiche regionali più inclusive, integrando i principi dell’economia sociale nelle strategie locali e promuovendo un modello economico sostenibile, solidale e partecipativo. Perché ESER è una best practice nell’ambito della governance e dell’economia sociale: Connessione tra regioni europee: Favorisce lo scambio di conoscenze e buone pratiche nella governance orientata all’impatto sociale. Coerenza con le priorità UE: È pienamente in linea con strategie chiave come il Green Deal europeo e il Piano d’Azione per l’Economia Circolare. Empowerment degli attori locali: Promuove l’organizzazione di eventi, la condivisione di risorse e il rafforzamento delle competenze per accedere a finanziamenti europei e sviluppare soluzioni innovative. Impatto sociale ed economico: Rafforza il ruolo dell’economia sociale nella creazione di occupazione, nell’inclusione sociale e nella sostenibilità ambientale, generando benefici concreti per le comunità europee. ESER rappresenta un eccellente esempio di come l’Unione Europea promuova modelli di governance innovativi, capaci di coniugare impatto sociale e crescita economica. Un’iniziativa che contribuisce a costruire un’economia europea più resiliente, equa e orientata al bene comune. y.
Per saperne di piùPromossa da Xera, l’iniziativa WEEKO rappresenta un progetto d’avanguardia nell’ambito dell’economia circolare, rivoluzionando la gestione delle apparecchiature informatiche inutilizzate all’interno delle aziende. Al centro di questa iniziativa ci sono i principi delle 3R — Recycle, Reinvent, Recreate — applicati in modo concreto e strategico al ciclo di vita dei dispositivi elettronici. WEEKO si occupa del recupero di beni IT obsoleti o non più utilizzati, valutandone lo stato per stabilire se possano essere rigenerati o debbano essere trattati come RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). I dispositivi recuperati vengono accuratamente puliti, riparati e testati per essere reimmessi sul mercato come prodotti ricondizionati. A rendere unica questa iniziativa è il modello B2B Cash & Carry, il primo nel suo genere in Italia, che offre direttamente alle aziende soluzioni tecnologiche ecosostenibili, accessibili e pronte all’uso. Oltre alla rigenerazione, WEEKO fornisce servizi di IT Asset Disposition (ITAD), che includono la cancellazione sicura dei dati e la distruzione certificata dei dispositivi, garantendo la conformità normativa e la tutela dell’ambiente. Attraverso queste attività, WEEKO estende il ciclo di vita dei prodotti IT, riduce la produzione di rifiuti elettronici e promuove un approccio più sostenibile alla gestione delle risorse aziendali. Perché WEEKO è una best practice nell’economia circolare: Innovazione sostenibile: dimostra come la redditività aziendale possa convivere con la responsabilità ambientale. Riduzione dei rifiuti: contribuisce concretamente alla diminuzione degli scarti elettronici, rigenerando prodotti ancora funzionali. Accessibilità tecnologica: risponde alla crescente domanda di soluzioni IT sostenibili ed economicamente vantaggiose. Scalabilità: rappresenta un modello replicabile di economia circolare a ciclo chiuso, vantaggioso sia per le imprese che per l’ambiente. WEEKO si configura come un esempio virtuoso di sostenibilità applicata al mondo business, offrendo una soluzione concreta alle sfide ambientali legate al settore tecnologico. È un modello da seguire per chi desidera coniugare innovazione, efficienza e rispetto per il pianeta.
Per saperne di piùEscalation del conflitto sulle iniziative di RSI in un'azienda tessile Contesto EcoTextile è un’azienda tessile consolidata che ha deciso di rafforzare la propria politica di Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR), puntando a ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività. In risposta alla crescente preoccupazione ambientale e alla domanda di prodotti sostenibili da parte dei consumatori, la direzione sceglie di adottare pratiche più eco-compatibili. Tuttavia, queste trasformazioni – che comportano investimenti consistenti e cambiamenti radicali nei processi produttivi – generano tensioni interne che sfociano rapidamente in un conflitto aperto, seguendo il modello di escalation delineato da Grésy. Fase 1: Tensione Le prime frizioni emergono durante le discussioni interne sulle priorità della CSR. Il management sottolinea i benefici a lungo termine delle politiche sostenibili: risparmi economici, miglioramento dell’immagine aziendale, conformità alle normative emergenti. Ma i dipendenti reagiscono con preoccupazione, temendo tagli al personale, aumento del carico di lavoro e difficoltà di attuazione. Le riunioni si fanno sempre più accese: i dibattiti si focalizzano sulla distribuzione delle risorse e sulla reale comprensione degli obiettivi ambientali e sociali. Nonostante il tono resti inizialmente professionale, le tensioni crescono: i lavoratori temono per la sicurezza occupazionale, mentre la dirigenza fatica a ottenere un’adesione convinta. Fase 2: Polarizzazione Con il protrarsi delle divergenze, si formano due fazioni ben distinte: da un lato i sostenitori della riforma CSR, dall’altro i contrari. Il clima aziendale si deteriora: si diffonde la sfiducia, la comunicazione informale alimenta incomprensioni, iniziano a circolare voci su possibili licenziamenti e presunte strategie occulte da parte del management. Si consolidano alleanze tra dipendenti contrari alle novità, che si mobilitano tramite i sindacati e coinvolgono attori esterni. Le riunioni diventano ostili, i confronti diretti vengono evitati. Alcuni lavoratori organizzano proteste, altri richiedono tavoli di trattativa per rivedere o rallentare il piano CSR. Fase 3: Conflitto Aperto Il conflitto degenera in uno scontro diretto, con ripercussioni tangibili sul clima aziendale. Le iniziative CSR vengono ostacolate sistematicamente, provocando ritardi nell’implementazione. I dipendenti si strutturano formalmente attraverso azioni sindacali e manifestazioni pubbliche; la direzione fatica a mantenere l’ordine e a portare avanti il progetto. Si creano coalizioni antagoniste che si accusano reciprocamente di agire in malafede. La comunicazione perde ogni intento costruttivo: prevalgono ultimatum e minacce velate. Anche stakeholder esterni – fornitori, investitori, partner – iniziano a manifestare preoccupazione per l’instabilità interna dell’azienda. Fase 4: Violenza Nella fase più acuta, il conflitto sfocia in comportamenti distruttivi che danneggiano gravemente l’organizzazione. Si registrano sabotaggi: ritardi deliberati nei progetti CSR, errori intenzionali nella produzione, fughe di informazioni riservate. Alcuni dirigenti diventano bersaglio di attacchi personali, sia verbali che online. L’ambiente di lavoro si deteriora al punto da diventare ostile, con un crollo del morale e della produttività. Le attività aziendali vengono compromesse, gli ordini dei clienti e i rapporti con i fornitori risentono del caos. L’azienda entra in una crisi profonda, faticando a recuperare stabilità interna e credibilità esterna. Come gestire efficacemente i conflitti CSR: un approccio graduale e strutturato 1. Riconoscere le emozioni Comprendere e dare spazio a paure, rabbia e frustrazioni delle parti coinvolte. Utilizzare strumenti di intelligenza emotiva per mappare gli stati d’animo e favorire un clima di fiducia. 2. Comunicare con trasparenza Spiegare chiaramente i cambiamenti in atto, ascoltare le preoccupazioni dei lavoratori. Creare canali di comunicazione regolari: newsletter CSR, incontri informativi mensili, forum di discussione. La trasparenza deve includere obiettivi, difficoltà incontrate e risultati raggiunti. 3. Favorire il dialogo Promuovere spazi di confronto per trovare soluzioni condivise. Organizzare workshop partecipativi, gruppi di lavoro misti, sessioni di brainstorming collettivo. Tali spazi devono essere regolati da principi di rispetto reciproco e ascolto attivo. 4. Coinvolgere un mediatore In caso di stallo, ricorrere a un soggetto terzo neutrale con esperienza in CSR e gestione dei conflitti organizzativi. Il mediatore può intervenire con mediazioni individuali, di gruppo o facilitare il lavoro di tavoli misti.
Per saperne di piùAttuazione della teoria del cambiamento in un progetto di istruzione femminile Framework della Theory of Change: promuovere l’educazione femminile nelle aree rurali In molte aree rurali, l’accesso all’istruzione per le ragazze rappresenta ancora una sfida, ostacolato da barriere culturali, economiche e strutturali. Eppure, l’educazione femminile è un potente motore di trasformazione sociale: migliora le condizioni di vita delle famiglie e favorisce lo sviluppo sostenibile delle comunità. Questo caso studio analizza l’attuazione di un progetto educativo basato sulla Theory of Change, un approccio strategico che collega azioni, risultati intermedi e impatti a lungo termine. Attraverso una lettura attenta del contesto locale e il coinvolgimento attivo degli stakeholder, esploreremo come un metodo partecipativo e sensibile alle specificità culturali possa generare un cambiamento duraturo nelle norme e nelle pratiche legate all’istruzione delle ragazze. 1. Impatto atteso: Aumentare i livelli di alfabetizzazione tra le ragazze L’obiettivo finale del progetto è migliorare il tasso di alfabetizzazione femminile nelle zone rurali. Tuttavia, l’alfabetizzazione non è sempre percepita come una priorità condivisa: per molte famiglie, l’educazione deve integrarsi con la sopravvivenza economica e i valori culturali. Il progetto mira quindi a costruire percorsi in cui la lettura e la scrittura siano strumenti per il benessere collettivo, piuttosto che standard imposti dall’esterno. 2. Risultati attesi: Creare un ambiente favorevole all’istruzione delle ragazze Per raggiungere questo impatto, il progetto si concentra sulla co-progettazione di soluzioni con le comunità, affinché le opportunità educative rispondano ai bisogni e alle aspirazioni locali: • Le famiglie riconoscono il valore dell’istruzione femminile secondo le proprie prospettive: invece di partire da un presunto rifiuto, il progetto dialoga con i genitori per comprenderne priorità, timori e speranze per le proprie figlie. • Le scuole diventano accessibili e sicure secondo criteri definiti dalla comunità: il concetto di “sicurezza” cambia da contesto a contesto; le soluzioni devono nascere dal territorio ed essere culturalmente pertinenti. • Le politiche pubbliche offrono incentivi significativi per chi ne è coinvolto: gli aiuti non devono calare dall’alto, ma riflettere ciò che le comunità stesse identificano come forme di sostegno concreto — che siano economici, logistici o sociali. 3. Output: Iniziative guidate dalla comunità I risultati vengono alimentati da attività pensate e realizzate con la partecipazione diretta delle comunità: • Campagne di sensibilizzazione fondate sul dialogo: non semplici messaggi unidirezionali, ma momenti di confronto dove famiglie, insegnanti e leader locali esprimono bisogni e contribuiscono alle soluzioni. • Sviluppo infrastrutturale basato sui bisogni reali: costruire una scuola non è sempre la risposta più efficace — a volte servono trasporti sicuri, orari flessibili o spazi di apprendimento alternativi. • Formazione degli insegnanti che valorizzi le conoscenze locali: la preparazione deve essere attenta alle questioni di genere ma anche capace di integrare saperi e metodologie radicate nella comunità. 4. Attività: Azioni collaborative e specifiche al contesto Per generare questi risultati, il progetto sviluppa azioni pratiche e contestualizzate: • Facilitare il dialogo con i genitori, non “istruirli”: riconoscendo che i genitori sono i principali decisori per i propri figli, gli incontri puntano all’ascolto reciproco, non alla persuasione. • Collaborare con le autorità locali mettendo al centro le priorità della comunità: l’interlocuzione con i decisori pubblici deve partire dalla voce di chi vive direttamente i problemi. • Elaborare formazioni di genere che integrino le prospettive locali: i programmi educativi devono nascere insieme agli insegnanti del posto, non essere imposti dall’esterno. ________________________________________ 5. Ipotesi: Mettere in discussione le generalizzazioni Il progetto interroga alcune idee diffuse, per garantire interventi davvero pertinenti: • Non si può dare per scontato che, eliminate le barriere culturali, le famiglie manderanno automaticamente le figlie a scuola: l’educazione compete con esigenze di sopravvivenza. Serve integrarla nella vita quotidiana, non proporla come obbligo separato. • Non si può presumere che i governi finanzieranno sempre le infrastrutture necessarie: spesso il cambiamento parte dal basso, tramite mobilitazione comunitaria e advocacy locale, più che da promesse formali. Sfide e considerazioni Pur con un approccio sensibile e partecipativo, il progetto si confronta con ostacoli importanti: • Comprendere la resistenza oltre gli stereotipi: ciò che appare come rifiuto dell’istruzione è spesso una reazione razionale a difficoltà economiche e sociali. Le soluzioni devono tener conto di queste realtà. • Ostacoli economici che vanno oltre le borse di studio: gli incentivi finanziari non bastano sempre. Modelli educativi flessibili possono offrire risposte più efficaci. • Fidelizzare gli insegnanti tenendo conto del contesto: la sola formazione non garantisce la permanenza del personale. Servono strategie che considerino le reali condizioni lavorative e motivazionali.
Per saperne di piùBack Market, Leader in Elettronica Rigenerata Introduzione Fondata nel 2014, Back Market è un’azienda francese specializzata nella vendita di prodotti elettronici ricondizionati. La sua missione è promuovere un consumo più sostenibile offrendo un’alternativa affidabile e conveniente ai dispositivi nuovi. Grazie a prezzi competitivi e a standard di qualità certificata, oggi Back Market è uno dei principali attori globali nel mercato dell’elettronica ricondizionata. Il posizionamento di Back Market Back Market si distingue come marketplace premium dedicato esclusivamente ai dispositivi elettronici ricondizionati. A differenza delle piattaforme di compravendita dell’usato, Back Market garantisce un rigoroso controllo qualità grazie alla collaborazione con professionisti certificati nel ricondizionamento. Il suo posizionamento si basa su tre pilastri principali: 1. Qualità garantita, con test approfonditi su ogni prodotto e una garanzia minima di 12 mesi; 2. Prezzi competitivi, che permettono ai consumatori di risparmiare significativamente rispetto all’acquisto del nuovo; 3. Impatto ambientale ridotto, grazie al contributo nella lotta contro i rifiuti elettronici e alla limitazione dell’estrazione di nuove risorse. Applicazione del Business Model Canvas Il modello di business di Back Market è strutturato su diversi elementi fondamentali. La rete di partner chiave comprende ricondizionatori certificati, fornitori di pezzi di ricambio, operatori logistici e organismi di certificazione. Questa collaborazione consente all’azienda di offrire prodotti affidabili che soddisfano le aspettative dei clienti. Tra le attività principali, rientrano la selezione e la verifica accurata dei venditori, lo sviluppo e la gestione della piattaforma online, e un servizio clienti efficiente con supporto post-vendita. L’azienda investe inoltre in campagne di marketing mirate e in rigorosi processi di certificazione dei prodotti. La proposta di valore si basa su elementi distintivi: un’alternativa economica e sicura ai prodotti nuovi, un’esperienza d’acquisto semplificata e un minore impatto ambientale. Il modello di garanzia e assistenza post-vendita rafforza la fiducia dei consumatori nei confronti del ricondizionato, rendendo l’acquisto semplice e trasparente. Back Market mantiene un rapporto diretto con i clienti, offrendo supporto personalizzato e garanzia soddisfatti o rimborsati. Il sistema di recensioni e valutazioni consente agli acquirenti di giudicare l’affidabilità di venditori e prodotti. L’azienda promuove inoltre una comunicazione educativa, sensibilizzando i consumatori sui benefici del ricondizionamento e su un consumo più responsabile. Per quanto riguarda la distribuzione, Back Market opera principalmente attraverso la propria piattaforma online, accessibile via sito web e app mobile. La strategia di marketing digitale è efficace e diversificata, sfruttando social media, SEO, pubblicità online e collaborazioni con influencer e media attenti all’ambiente. I segmenti di clientela target sono molteplici: • Consumatori alla ricerca di occasioni convenienti senza rinunciare alla qualità; • Acquirenti attenti all’ambiente e socialmente responsabili; • Aziende e professionisti che cercano soluzioni IT economiche; • Studenti e giovani consumatori interessati a dispositivi performanti a prezzi accessibili. Tra le risorse chiave figurano la piattaforma tecnologica avanzata, una rete solida di venditori certificati, un brand riconoscibile e una community attiva. Il know-how del team in ambito tecnologico, marketing e customer care è un elemento essenziale per la crescita sostenibile dell’azienda. Per quanto riguarda la struttura dei costi, Back Market investe principalmente nello sviluppo e nella manutenzione della piattaforma, nel marketing, nell’acquisizione clienti e nella gestione del servizio clienti. Anche le spese legate alle certificazioni di qualità rappresentano una voce rilevante. Infine, il modello di ricavi si basa su diverse fonti: la commissione su ogni vendita effettuata sulla piattaforma, servizi premium per i venditori (come le inserzioni in evidenza), programmi assicurativi e garanzie estese, che rendono l’esperienza d’acquisto ancora più sicura per i clienti.
Per saperne di piùSURE è un esempio virtuoso di risposta coordinata alle crisi economiche SURE è un'iniziativa promossa dalla Commissione Europea per offrire assistenza finanziaria agli Stati membri dell’UE in situazioni di emergenza, come la pandemia di COVID-19. Lanciato nel 2020, il programma consente all’Unione Europea di emettere social bond per raccogliere fondi destinati a sostenere misure di occupazione a breve termine, come i programmi di cassa integrazione o di mantenimento dei posti di lavoro. L’obiettivo è duplice: tutelare i lavoratori e garantire la stabilità economica. Fin dalla sua attivazione, SURE ha mobilitato risorse considerevoli, contribuendo concretamente alla protezione di milioni di posti di lavoro in tutta Europa. Questo strumento si è rivelato essenziale per affrontare le turbolenze economiche e promuovere una ripresa equa e sostenibile. Caratteristiche principali: Fino a 100 miliardi di euro in prestiti agevolati destinati agli Stati membri dell’UE. Sostegno diretto a programmi di lavoro a orario ridotto e misure simili per aiutare le imprese a trattenere i propri dipendenti. Supporto al reddito per i lavoratori autonomi colpiti dalle crisi economiche. Rafforzamento dei sistemi di protezione sociale, riducendo il rischio di disoccupazione di massa. Perché rappresenta una buona pratica: Efficacia: Ha contribuito a proteggere circa 31,5 milioni di lavoratori e 2,5 milioni di imprese in tutta l’UE. Scalabilità: Il modello è adattabile a diversi tipi di crisi e shock economici. Cooperazione: Riflette la solidarietà europea attraverso la condivisione delle risorse finanziarie tra Stati membri. Impatto positivo: Ha ridotto il numero di licenziamenti e favorito la stabilità economica, facilitando la ripresa. SURE si afferma come un esempio di risposta efficace e coordinata alle crisi, grazie a un meccanismo finanziario su larga scala capace di proteggere l’occupazione e promuovere la coesione sociale nei momenti di maggiore difficoltà.
Per saperne di piùToo Good To Go rappresenta una delle migliori applicazioni pratiche della Nudge Theory perché promuove comportamenti sostenibili senza imporre obblighi o divieti. Al contrario, rende le scelte ecologiche più attraenti e accessibili per i consumatori, trasformando un’azione virtuosa in qualcosa di semplice e gratificante. La Nudge Theory, elaborata da Richard Thaler e Cass Sunstein, si basa sull’idea che sia possibile indirizzare le persone verso decisioni migliori attraverso "spinte gentili" (nudges), evitando imposizioni dirette. Too Good To Go applica efficacemente questo approccio per contrastare lo spreco alimentare attraverso diverse leve comportamentali: 1. Scelta conveniente e accessibile L’app propone cibo invenduto a prezzi scontati, rendendo l’alternativa sostenibile economicamente vantaggiosa e più attraente. In questo modo, rimuove gli ostacoli economici che spesso frenano le scelte responsabili. 2. Semplicità e immediatezza L’interfaccia intuitiva dell’app rende l’acquisto rapido e privo di complicazioni, abbattendo le barriere cognitive e legate al tempo. Le "Magic Box" (confezioni a sorpresa) trasformano la riduzione dello spreco in un’abitudine spontanea e naturale. 3. Fattore sorpresa e gratificazione immediata Il concetto della "Magic Box" sfrutta il principio psicologico della ricompensa variabile, rendendo l’esperienza coinvolgente e divertente. Questo stimola la ripetizione del comportamento, rafforzandolo nel tempo. 4. Impatto sociale e senso di appartenenza L’app incoraggia il comportamento positivo con messaggi motivanti come “Hai salvato un pasto!” o “Hai contribuito a ridurre lo spreco”. Questo genera una gratificazione personale e una motivazione sociale, entrambi elementi chiave della Nudge Theory. 5. Norme sociali e imitazione Mostrando il numero di pasti salvati e condividendo le esperienze degli utenti, l’app sfrutta il meccanismo della social proof, spingendo più persone ad aderire al comportamento virtuoso. Too Good To Go si distingue come una best practice della Nudge Theory, perché riesce a trasformare la lotta allo spreco alimentare in un gesto semplice, gratificante e desiderabile. Anziché imporre la sostenibilità, la incentiva in modo sottile e intelligente, facendo sì che il comportamento ecologico diventi automatico e piacevole.
Per saperne di piùLa Cooperativa dei Prodotti Naturali Tunceli-Ovacık: Un esempio virtuoso di economia a impatto La Cooperativa dei Prodotti Naturali Tunceli-Ovacık è un’iniziativa nata nella provincia di Tunceli, in Turchia, che si occupa della produzione e distribuzione di alimenti naturali su scala nazionale. Si tratta di un chiaro esempio di impact investment, capace di generare occupazione, valorizzare le risorse locali e garantire ai consumatori l’accesso a cibo sano e sicuro, attraverso un uso consapevole e mirato delle risorse pubbliche Un modello di investimento ad impatto positivo Nel 2014, il neoeletto sindaco del distretto di Ovacık, una piccola realtà della provincia di Tunceli, lancia un’iniziativa per rilanciare l’economia locale puntando sulla produzione di ceci e fagioli — prodotti tipici della zona — da coltivare con sementi pulite e metodi sostenibili. Il comune affitta terreni statali e inizia con una produzione di 15.000 kg. Gran parte del raccolto viene conservato come semenza, mentre il resto viene venduto in breve tempo tramite una piattaforma online creata appositamente. Nel secondo anno, si passa alla formazione degli agricoltori locali sulle pratiche di agricoltura biologica. Ai piccoli produttori interessati vengono forniti gratuitamente sementi e carburante, incentivandoli alla partecipazione. La produzione arriva così a 150.000 kg (esclusi i semi), venduti in tempi rapidissimi. L’iniziativa cresce e viene trasformata in una cooperativa. Alla coltivazione di ceci e fagioli si aggiungono altri prodotti agricoli e zootecnici locali, come miele biologico, formaggio, confetture, farine, bevande, melassa e pesce rosso di montagna. Oggi, la cooperativa conta migliaia di produttori associati e ha aperto punti vendita nelle principali città della Turchia, diventando un marchio riconosciuto e affidabile nel panorama del cibo naturale. Perché rappresenta una best practice Questo progetto è un modello replicabile perché: • Nasce da un piccolo comune con risorse limitate che decide di investire nel proprio territorio, dando il buon esempio. • Promuove una produzione naturale e locale, supportata da solidarietà tra produttori e istituzioni pubbliche. • Garantisce formazione, accesso a sementi e carburanti gratuiti, e sbocchi di mercato grazie alla vendita diretta via internet. • Ha portato a una trasformazione reale dell’economia locale, incrementando l’occupazione e riducendo l’emigrazione. Lezioni apprese 1. Anche fondi pubblici ridotti, se utilizzati in modo consapevole e mirato, possono avere un impatto significativo. 2. Un’iniziativa nata dal basso può evolversi in una realtà cooperativa ampia, con migliaia di membri e benefici su scala regionale. 3. Con pochi mezzi, è possibile valorizzare prodotti locali e portare alimenti sani a milioni di consumatori. 4. Una parte dei ricavi può essere reinvestita in un fondo per l’istruzione, offrendo accesso scolastico ai bambini di famiglie svantaggiate e contribuendo allo sviluppo sociale.
Per saperne di piùTosyalı Holding: Un modello di sostenibilità nell’industria siderurgica Tosyalı Holding opera da quasi 70 anni in Turchia nella produzione di acciaio, con oltre 40 impianti distribuiti su tre continenti e circa 15.000 dipendenti. Con una capacità produttiva di circa 15 milioni di tonnellate di ferro e acciaio, è considerata una delle realtà più globali del settore metallurgico turco. Il contesto ambientale: un settore ad alta intensità energetica L’industria siderurgica è tradizionalmente caratterizzata da un elevato consumo energetico, basato soprattutto su fonti fossili come carbone e gas naturale — risorse che generano forti emissioni di carbonio. Queste emissioni contribuiscono in modo significativo all’inquinamento atmosferico e ambientale. A livello globale, misure come l’Accordo di Parigi sul Clima, il Green Deal europeo e il Meccanismo di Aggiustamento del Carbonio alla Frontiera (CBAM) hanno introdotto tasse sul carbonio e normative più severe per affrontare questo problema. L’impegno ESG di Tosyalı: investimenti concreti per un futuro sostenibile Dal 2020, spinta anche dagli incentivi pubblici, Tosyalı Holding ha avviato importanti investimenti nelle energie rinnovabili, utilizzandole direttamente nella produzione di ferro e acciaio. Queste iniziative, finanziate attraverso una combinazione di risorse proprie e fondi esterni, si inseriscono in una visione di produzione sostenibile. Il risultato? Una riduzione del 50% delle emissioni di carbonio nelle attività produttive. Un esempio virtuoso di best practice Nel 2021, l’azienda ha definito una strategia di sostenibilità partecipata, coinvolgendo gli stakeholder e seguendo standard internazionali e indicatori globali. Questa strategia si basa su tre pilastri fondamentali: • Gestione responsabile dell’ecosistema • Acciaio a zero emissioni di carbonio • Futuro del lavoro Attraverso investimenti "green" su tutta la linea — alcuni dei quali sono stati i primi al mondo nel settore — Tosyalı si distingue come una delle aziende siderurgiche che ha reagito più rapidamente all’introduzione del CBAM europeo, anticipando norme e requisiti futuri. Progetti concreti e certificazioni internazionali • Oltre 100 progetti di sostenibilità attivi, mirati alla riduzione del consumo di vapore, elettricità, acqua e gas naturale. • Ottenimento della certificazione I-REC (International Renewable Energy Certificate), che garantisce la tracciabilità dell’energia prodotta e certifica l’origine rinnovabile dell’elettricità utilizzata. • Sviluppo della tecnologia per produrre acciaio con idrogeno verde, obiettivo che permetterà ulteriori riduzioni delle emissioni di gas serra. Riconoscimenti internazionali Il marchio Tosyalı V-Green, dedicato ai prodotti siderurgici a basse emissioni di carbonio, ha ricevuto il premio Environmental Product of the Year - ESG Campaign ai prestigiosi ESG & Sustainability Awards. Secondo la valutazione della Foundation of ESG, Tosyalı V-Green rappresenta una nuova frontiera nella produzione di acciaio sostenibile a livello globale, documentando una riduzione del 50% delle emissioni di CO₂ rispetto ai limiti fissati dalla Commissione Europea. Lezioni apprese: i punti chiave del successo 1. Utilizzo di energie rinnovabili al posto delle fonti fossili. 2. Riduzione dell’inquinamento ambientale grazie al taglio delle emissioni di carbonio. 3. Vantaggio competitivo ottenuto tramite la riduzione degli sprechi e dei costi. 4. Maggiore trasparenza e tracciabilità nei processi produttivi.
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